E finalmente anche questo lavoro è arrivato alla pubblicazione.
La nostra Letter to the Editor è stata pubblicata su Cephalalgia Reports, una rivista internazionale dedicata alla ricerca sulle cefalee, e nasce dal desiderio di contribuire al confronto scientifico su un tema clinicamente molto interessante: l’utilizzo di un approccio fisioterapico individualizzato nelle persone con emicrania.

Il punto di partenza è stato un case series recentemente pubblicato, che proponeva un modello di fisioterapia “individualizzata” per pazienti con emicrania. Abbiamo letto con interesse il lavoro, riconoscendone gli spunti clinici, ma ci siamo posti alcune domande sulla solidità metodologica e sulla possibilità di interpretare e trasferire quei risultati nella pratica clinica.
In particolare, abbiamo sollevato alcuni punti che, a nostro avviso, meritavano maggiore chiarezza:
- la corretta caratterizzazione diagnostica dei pazienti secondo i criteri ICHD-3;
- alcune incongruenze tra andamento dei sintomi e misure di disabilità riportate in uno dei casi;
- l’assenza di dati sulla frequenza degli attacchi di emicrania al follow-up;
- alcuni interrogativi sul razionale neurofisiologico e sul dosaggio delle tecniche manuali utilizzate;
- la necessità di una descrizione più dettagliata dell’esame clinico e delle disfunzioni cervicali individuate;
- il possibile ruolo di effetti analgesici aspecifici, aspettative del paziente e trattamento farmacologico concomitante nell’interpretazione dei miglioramenti osservati.
Non si tratta, quindi, di mettere in discussione a priori l’utilità della fisioterapia nell’emicrania. Al contrario, il nostro intento è sottolineare quanto sia importante, quando si propone un nuovo modello clinico, descrivere con precisione ciò che è stato fatto, misurare in maniera rigorosa gli outcome e distinguere ciò che possiamo realmente concludere da ciò che rimane ancora un’ipotesi.
Perché la ricerca non finisce con la pubblicazione di un articolo.
Continua con le domande, con il confronto e, soprattutto, con la disponibilità a mettere in discussione anche ciò che ci sembra intuitivamente convincente.